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Rivista99_Casa museo Fantoni

È unica e positivamente esemplare la storia di questa istituzione bergamasca con sede a Rovetta nell’alta Val Seriana, ben nota a studiosi e specialisti del settore ma ancora troppo poco conosciuta dal grande pubblico, che nella sua doppia qualifica di casa museo e di casa bottega vede raccolti i dati fondanti della sua storia e della sua singolarità.
Dal Quattrocento a tutto il Novecento la casa è stata luogo di vita di una famiglia con una storia del tutto speciale, quella dei Fantoni di Rovetta, per quattro secoli intagliatori, scultori e architetti. Il capostipite Bertulino, i suoidiscendenti Andriano e Donato, il fondamentale Grazioso, il talentuoso e celebrato Andrea, poi suo fratello Gian Bettino seguito dal nipote Grazioso in comunione col cugino Francesco Donato e da ultimo Donato Andrea: sono questi i nomi dei capi bottega che, con numerosi congiunti, di generazione in generazione, hanno attraversato la scena artistica abbracciandone gli stili, a partire dal classicismo manierista fino al neoclassicismo, col prolungato e per loro centrale, fecondissimo intermezzo del barocco e del barocchetto. La casa ha seguito di pari passo le vicende personali di questi uomini e quelle della loro bottega – artigianale agli esordi e poi artistica – che ha ospitato fino alla chiusura nel primo Ottocento. Un percorso umano e lavorativo che rileggiamo nelle trasformazioni edilizie che si sono susseguite nel complesso a partire dal Trecento e che con ripetuti ampliamenti l’hanno condotta all’assetto attuale, completato a inizio Ottocento e conservato fino ai nostri giorni. I Fantoni sono sempre rimasti fortemente legati alle loro radici: alla terra di origine, alla comunità civile e religiosa di appartenenza, alla dimora nella contrada di Rascarolo. [...]