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Rivista98_Matissimo Loverini

«… il 21 agosto 1929 a Gandino, dove trovavasi in villeggiatura con la famiglia, mentre disponevasi al consueto pasto meridiano, senza nemmeno vedere l’aspetto lugubre della morte che gli risparmiò i suoi dolori e le sue agonie, il cuore del vecchio pittore si arrestò d’un tratto e non diede più palpiti». Con queste parole accorate, dolci come un augurio di buon viaggio ma anche dolenti per la scomparsa di un amico caro, lo studioso Angelo Pinetti descrive gli ultimi momenti di vita del pittore Ponziano Loverini.
Nato a Gandino il 1° luglio 1845, dopo gli studi in Accademia Carrara con Enrico Scuri viene designato professore di pittura e direttore dell’istituzione il 16 settembre 1899. Manterrà il ruolo fino al 2 luglio 1926, quando lascerà la Carrara per ragioni di salute. Nel ricordare la ricorrenza dei novanta anni che ci separano dalla morte di uno dei direttori più amati dell’Accademia Carrara (non sappiamo se riflettere su questa distanza di tempo con un “appena” o forse con un “ormai” ) possiamo oggi mostrare l’immagine di una delle sue più celebrate e toccanti opere giovanili: L’ultimo saluto di Bartolomeo Colleoni alla salma della figlia Medea, realizzata nel 1871, venduta nello stesso anno e scomparsa alla vista degli studiosi e del grande pubblico. Non se ne conoscevano illustrazioni se non una vecchia foto in bianco e nero e il bozzetto, già riprodotto nel corso dell’ultima tornata di ricerca sull’artista nel 2004, e dunque oggi la sua visione ha tutti i contorni di una autentica scoperta. [...]