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Rivista97_Attilio Nani. La scultura disegnata

A distanza di due anni dalla mostra organizzata da GAMeC “Attilio Nani. La scultura disegnata” ricordare quell’episodio e le motivazioni che ne hanno spinto la realizzazione è un’operazione utile per chiarire il tipo di ricerca che ne è stata alla base. Tracciare infatti la storia di Attilio Nani (Clusone, 1901 - Bergamo, 1959), esponente di spicco dell’artigianato artistico orobico legato alla lavorazione del metallo, significa raccontare e definire il contesto culturale della città di Bergamo tra gli anni Trenta e i Cinquanta dello scorso secolo e, nello stesso tempo, chiarire le connessioni che questa figura ha saputo stabilire con i contesti artistici differenti da quello d’origine. La mostra del 2017 ha voluto dare voce alla ricerca che era stata condotta negli anni precedenti sulla figura di Nani valutandone l’intero percorso artistico. Nello stesso tempo, attraverso l’allestimento concepito dall’architetto Valentina Nani e la campagna fotografica di Jacopo Ferrari, si è inteso dare corpo a una valutazione dell’opera dell’artista attenta alla percezione dello spazio architettonico occupato dalla scultura e dei dettagli che vengono fuori dai giochi di luce che coglie l’occhio del fotografo. La storia di Nani è stata raccontata grazie a un nucleo delle sue opere più importanti tra sculture, disegni, incisioni e oggetti di artigianato.
Il percorso artistico dello scultore artigiano inizia durante la fine degli anni Dieci quando Nani vive ancora a Clusone, suo paese natale. La sua formazione avviene tra Lovere, dove frequenta l’Accademia Tadini, e Bergamo dove segue i corsi della Scuola d’Arte Fantoni e dell’Accademia Carrara. [...]