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Rivista96_UniBG

1968-2018: cinquant’anni, caratterizzati da ispirazioni, valori, visioni e professionalità. L’Università degli studi di Bergamo taglia il traguardo del cinquantesimo anno dalla sua nascita forte della propria storia e orientata verso il futuro. Le ricorrenze non sono mai mera autocelebrazione, rappresentano piuttosto l’occasione per dimostrare la consistenza di una realtà: «la nostra Università è un’ambasciata culturale a disposizione del territorio», ha dichiarato il Rettore. Ben visibile è il ruolo strategico che l’Università di Bergamo ha ormai consolidato sullo scenario nazionale ed è oggi anche un punto nevralgico di connessione con il territorio locale, le istituzioni e le imprese. E proprio alle imprese guarda, nel breve e nel lungo periodo, aprendosi alla condivisione di progetti di ricerca, rimarcando così l’importanza di un percorso condiviso con la realtà bergamasca.
Il radicamento nel territorio, d’altronde, è stato essenziale sin dagli inizi. Tutto nasce nel 1961, con l’istituzione della Scuola superiore di giornalismo e mezzi audiovisivi, scuola biennale di specializzazione post-laurea diretta dal professor Mario Apollonio e fondata su iniziativa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in accordo con il Comune di Bergamo.
Ma l’impulso maggiore giunge nel 1968, quando viene creato il Libero istituto universitario di Lingue e letterature straniere, ente autonomo guidato da un Consorzio tra Comune, Provincia e Camera di Commercio. Il tema degli spazi a questo punto diventa cruciale: aule e uffici ricavati dal Palazzo del Podestà non sono sufficienti e serve una nuova sede in Città Alta. Non solo. Si pongono le basi per quel connubio vincente tra Università e città che porterà al processo di rivitalizzazione culturale, economica e sociale del centro storico. […]