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Rivista96_Officina della Scultura

Da tempo avevo in mente di attuare una ricognizione culturale degli archivi della scultura lombarda. Un progetto ambizioso che aspirava a svelare un patrimonio ricchissimo, che ha trovato nel corso del Novecento una situazione estremamente favorevole proprio nella nostra regione. Questo primo pensiero progettuale tuttavia conteneva in sé il rischio di chiudersi su se stesso, configurandosi più come un apporto indispensabile alla conoscenza e allo studio dell’arte da parte degli storici e degli studiosi, piuttosto che come un momento di condivisione pubblica di questa stessa pratica artistica. Come poter comunicare, trasmettere, la storia di una disciplina, la sua eredità ad un orizzonte il più allargato e inclusivo possibile? A quella stessa società da cui ha preso le mosse e si è originata?
La risposta è giunta naturalmente: aprire le porte dei luoghi della scultura alla collettività, ovvero rendere accessibili quegli ambienti artistici, sorta di studi-officine, in cui ha preso forma nella dimensione ambientale l’opera scultorea. Un’operazione molto difficile poiché si tratta di spazi che spesso non esistono più e quando si ha la fortuna di ritrovarli nel loro aspetto originario, testimoniano una sopravvivenza fisica e creativa che travalica i loro stessi artefici, gli artisti. Non più studi in senso stretto dunque ma ambienti che contengono e preservano una realtà che si è fatta già storia.
A partire da queste considerazioni nasce “L’Officina della Scultura. Gli atelier nascosti”, un progetto promosso e sostenuto dall’Associazione Piero Cattaneo in collaborazione con Fondazione Cariplo e Provincia di Bergamo. L’esordio della prima edizione della manifestazione, nel mese di ottobre del 2018, ha visto coinvolti tre comuni della Lombardia, Bergamo, Seriate e Bollate, centri d’appartenenza rispettivamente della casa-studio di Piero Cattaneo (Bergamo 1929-2003), dello studio di Gianni Grimaldi (Crevalcore, Bo 1930) e del laboratorio di Armando Marrocco (Galatina, Lc 1939). [...]