
Nella chiesa sussidiaria di San Pietro Martire ad Alzano Lombardo, divenuta ricettacolo di importanti dipinti sei-settecenteschi di pittori veneti, pervenuti a seguito delle soppressioni napoleoniche nei primi anni dell’Ottocento, tra le opere facenti parte dell’originario arredo pittorico si conserva un inedito dipinto raffigurante la Madonna Addolorata, da assegnarsi indiscutibilmente a Francesco Capella.
L’artista si era fatto conoscere fin dal 1749 dalla fabbriceria parrocchiale di Alzano per l’esecuzione del trittico, da collocarsi nel secondo altare a sinistra della Basilica di San Martino, raffigurante I Santi Vincenzo Ferreri, Stefano, Francesco Saverio e Nicola da Bari adoranti la Croce, con ai lati Santa Lucia e Sant’Apollonia: un’opera di altissima qualità, dai richiami fortemente piazzetteschi, come sottolineato dalla critica sin dagli anni Trenta del Novecento.
Il quadro di San Pietro orna tuttora l’altare edificato tra il 1748 e il 1749 su disegno di Giovan Battista Caniana, che presenta ricche decorazioni in marmi policromi, opera di Gian Giacomo Manni3 e, all’interno dell’arcata, sette ovali raffiguranti i Dolori della Vergine eseguiti dal pittore nembrese Giovanni Carobbio (1691-1752).
A tutt’oggi non si conosce la data esatta del declassamento della “antica immagine della Beata Vergine Addolorata”, un tempo oggetto di un’intensa venerazione da parte della popolazione di Alzano, a dipinto praticamente ignorato e sfuggito alla capillare ricognizione degli studiosi che si sono occupati dell’artista. [...]