« vai al numero in edicola »

Rivista 126_Silenzi Orobici di Valerio Pirola

Di tanto in tanto la montagna, tra il sorpreso stupore, dai suoi veri e appassionati amatori riceve, con loro malcelata gelosia o taciuta diffidenza, improvvise, ed impreviste, iniziative editoriali, brillanti servizi fotografici, cronache di avventure, vicine o lontane o, anche, coinvolgenti espansioni espositive sul territorio. Fuochi che si accendono, indifferentemente, davanti a estimatori curiosi, a un pubblico alla ricerca di gradevoli emozioni visive, a severi praticanti di esperienze escursionistiche, a disincantati valligiani abitatori di terre alte ed esclusive.
Intorno a questi episodi, che non di rado portano con sé lo stigma di rimorsi rimossi, si muove la bucolica nostalgia di mondi solo occasionalmente scoperti, nella contraddizione di preoccupate analisi sullo spopolamento delle contrade, che abitano la montagna, e gli eccessi di un overturismo che la assediano con voracità. Per non dire dell’irrisolto rapporto con la disturbata fauna dei pendii e l’innocente flora di prati e boschi.
Poi arrivano i pittori a raccontare gli esiti delle esplorazioni di cui sono stati testimoni, e ora, reduci affabulatori. Ne è ricca la storia dell’arte di ieri e di oggi. Relatori di esperienze ancor più acute ed essenziali se formulate da chi, tra loro, si è reso protagonista di appassionate frequentazioni montane, viandanti innamorati, di ritorno da viaggi di immensa fatica e di rarefatte soddisfazioni da coltivare in sé e, se mai, da restituire al mondo. [...]