
Sullo sfondo di una catena di montagne e di un piccolo borgo, lambito da un corso d’acqua, campeggia l’immagine di un anziano signore seduto in un contesto roccioso, la testa è sorretta dalla mano sinistra, il gomito sinistro ripiegato sulla mano destra, ed entrambi sono retti da un bastone da passeggio. Il viso dell’uomo è molto triste, segnato da rughe profonde e da una lunga barba bianca. Lo sguardo dietro gli occhiali da vista è perso nel vuoto. Contrasta con questo malinconico atteggiamento e con l’aspetto emaciato del viso l’eleganza quasi sfrontata dell’abbigliamento: pantaloni in morbida flanella marrone, gilet beige di lana impunturato e con bottoni metallici, e sopra una giacca a piccoli riquadri bianchi contornati di nero, dal taglio perfetto e dalla lucentezza setosa. Il polsino destro della camicia è fermato da uno straordinario gemello, una piccola scultura probabilmente d’oro, raffigurante la testa di un leone. Vicino ad esso, subito in basso, spicca il lucchetto (sormontato da un rosso cabochon) di una pesante catena d’orologio, che si indovina ugualmente d’oro. A fianco, verso destra, campeggia l’impugnatura del bastone: la testa di un levriero, probabilmente in avorio. Completano l’eccezionale parata di gioie due anelli: una serpentina al mignolo della mano destra, un altro con un micromosaico o una miniatura a smalto all’anulare della mano sinistra. Un insieme che definire eccentrico è poco, una ostentazione di ricchezza talmente eccessiva da apparire grossolana, o forse canzonatoria. E probabilmente la chiave di lettura di questa immagine è proprio l’ironia, richiamata da un’altra importante componente iconografica: la presenza in basso a destra di due testate satiriche molto note tra la metà e la fine del XIX secolo, La Rana in primo piano e dietro L’Uomo di pietra. [...]