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Rivista 118_Luigi Brignoli

Luigi Brignoli è un pittore vissuto a cavallo del 1900, nato a Palosco nel 1881 e morto a Bergamo nel 1952. Fa parte di un nutrito e talentuoso gruppo di artisti diplomatisi presso l’Accademia Carrara coi maestri Cesare Tallone e Ponziano Loverini, in anni in cui per essere considerati “pittori e artisti” servivano una comprovata propensione verso l’arte e un rigoroso addestramento. Ultimo di dieci figli, riceve una solida educazione permeata di profonda religiosità e fondata sui valori distintivi della civiltà contadina di fine Ottocento, mirabilmente descritta dal regista Ermanno Olmi nel film “L’albero degli zoccoli”, in parte proprio girato a Palosco.
La sua produzione pittorica schietta e spontanea è l’espressione dei valori con cui è stato cresciuto e che gli valgono il soprannome di “Strapaesano d’anteguerra”, attribuitogli dal critico Crippa. L’esperienza dei primi anni di vita plasma il suo carattere docile, ma forte e risoluto. Il grande impegno nel lavoro e il desiderio di riscatto dalla povertà sono alla base del suo successo e, nobilitando l’uomo e l’artista, fanno di lui una persona stimata e apprezzata sia negli ambienti umili che nei salotti dell’alta società. Il suo amico scultore Enrico Pancera lo descrive generoso e cordiale con chiunque, uomo che ispira simpatia e sa mettere a proprio agio le persone, con un fisico imponente e massiccio di “gigante buono”.
Professionista serio e competente, è provvisto di grande sensibilità e di una solida conoscenza tecnica. La sua tenacia gli permette di emergere nel difficile quadro storico-artistico della prima metà del Novecento, compresso tra le Guerre Mondiali e le Avanguardie, e di vivere della pittura senza “rinnegare se stesso”: peculiarità che pochi artisti suoi contemporanei possono vantare. [...]