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Rivista 116_Bergamo al cinema

Bergamo vide l’arrivo del cinématographe (come allora si chiamava) dei Fratelli Lumière ad appena otto mesi dalla prima presentazione parigina, e ben prima di altre città italiane – noi bergamaschi, in questo nuovo campo, riuscimmo a “bagnare il naso” a città come Firenze, Venezia, Bologna e persino Roma. Era il 26 agosto del 1896, e i bergamaschi presero la nuova invenzione molto bene. Come avrebbero preso poi altrettanto bene vedersi per la prima volta ripresi e proiettati su schermo con questo nuovo, mirabolante mezzo: il 5 novembre del 1899, al Teatro Riccardi (che sarebbe divenuto l’odierno Teatro Donizetti), avvenne la prima proiezione di immagini girate sul Sentierone. È facile immaginarsi la sorpresa, l’orgoglio e fors’anche una sorta di bonaria e infantile gioia di chi si riconobbe, fra quei bergamaschi, nei “ritratti in movimento” catturati da una delle tante diavolerie che preannunciavano l’arrivo del nuovo Secolo (anche a Bergamo era arrivato da tempo il telefono, e per le strade iniziavano già a circolare alcuni di quegli strani trabiccoli senza cavallo chiamati “gli automobili”).

Molta pellicola sotto i ponti
Da allora, i decenni si sono susseguiti, molta acqua è passata sotto i ponti e parecchia pellicola è stata girata anche a Bergamo, che si è dimostrata una città con una sua precisa e intrigante “cinegenìa”. Città Alta, in particolare, con i suoi vicoli, le sue stradine, il suo essere circondata da una cinta di mura, ha dato modo a diversi sceneggiatori e registi di sfruttarne le suggestioni per offrire uno sfondo, un teatro, talvolta una geniale ambientazione a racconti di generi più diversi. [...]