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Rivista 111_Francesco Mangili. Uno sguardo fotografico con la luce della mente

Varia la percezione dello spazio-tempo sfogliando oltre sessant’anni in fotografie, con il bergamasco Francesco Mangili che li ha vissuti dietro l’obiettivo. Si avvertono il sotteso studio della composizione e il sentimento della forma e del colore, coltivati in libri e cataloghi, mostre e viaggi, studi di fotografi e artisti, nonché il senso del presente secondo l’accezione di Sant’Agostino: l’istante fugace e inafferrabile tra quel che è stato e non è più e quel che sarà e non è ancora. Si respira l’atmosfera della memoria, che si rincorre in diapositive e s’affida alla fragilità della carta per non sbiadire, che accosta in pagine d’album pieni frammenti a vuoti spazi, invitando a trattenere e ricucire fili di ricordi. Nella prospettiva del fotografo, ogni scatto riuscito – al punto da essere stampato anche a distanza di molti anni – si ripresenta nitido e contestualizzato in un felice aneddoto, né idealizzato né rimpianto.
L’archivio di Mangili racconta al presente storico una cronaca che definisce le cose con la semplicità dell’esperienza allo scopo di comunicare.
L’obiettivo coglie, attende, prepara migliaia di attimi come eventi e talora si fa storia, restituendo eventi come attimi: la Energia dello sport si sprigiona in un salto acrobatico in bicicletta sulla Fara in Città Alta e l’esondazione del Brembo del 1987 lascia una Crocifissione – insolita geometria di forme sabbiose di diverso spessore dove il terreno livellato dall’acqua è più sottile – a rammentare che «quando la natura si ribella, l’uomo è messo in croce – riflette Mangili –, ma può superare la difficoltà e lasciare ancora la sua impronta». [...]