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Rivista 111_Cosetta Arzuffi. Reperti dall'animo umano

«Ci vogliono la ricchezza d’esperienze del realismo e la profondità di sensi del simbolismo. Tutta l’arte è un problema di equilibrio fra due opposti», scrisse Cesare Pavese il 14 dicembre 1939 nel diario che lo accompagnerà fino ai suoi ultimi giorni di vita.
L’esperienza sensibile, interiorizzata tramite la memoria; la capacità di riflettere spiritualmente sulle trame dell’esistenza umana ed un intuito acuto, che intesse fili invisibili e scrive nuovi alfabeti: tre pilastri che sorreggono la prolifica produzione dell’artista bergamasca Cosetta Arzuffi, natia del paese di Zanica. Dopo svariati dialoghi e visite al suo studio, in questo articolo racconto i punti chiave della sua poetica, le tappe salienti di una carriera artistica prolifica ed alcune impressioni personali nate da questo incontro arricchente.
La prima mostra personale di Cosetta Arzuffi è avvenuta nel 1977 alla galleria bergamasca Arteuropa, evento proposto poi negli anni immediatamente successivi anche in Olanda, Belgio, e Canada. Negli anni Ottanta-Novanta Cosetta ha esposto una personale alla celebre Galleria 38 di Bergamo e per la chiesa di Redona ha realizzato nel 1996 sette tele riguardanti la Passione di Cristo. Passando anche da Sanremo e Roma, la carrellata delle sue esposizioni personali è giunta oggi fino all’attuale mostra itinerante del 2022: “L’Anima e il tempo”, evento organizzato dalla Fondazione Credito Bergamasco a cura di Angelo Piazzoli e monsignor Tarcisio Tironi, in collaborazione con Sara Carboni e Giulia Lazzarini, la sottoscritta. [...]