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Rivista 110_I cento anni de La Rivista di Bergamo

[...] vista l’occasione di un centenario importante, ci consentiranno i lettori un breve sguardo storico alla Rivista che Bergamo ha iniziato a produrre nel 1922, e occhieggiare alcuni numeri stampati.
All’inizio il comitato di redazione era proprio ristretto: erano solo in tre. Disponevano di una rosa di illustri collaboratori, fortemente rappresentativi del panorama culturale, industriale, politico ed economico della città, bellamente elencati nello stesso frontespizio del periodico, e poi ricordati nel primo editoriale, ma restavano comunque in tre: il direttore e due redattori, cui toccava il compito di confezionare la neonata Rivista, nella sede di via Manzoni 6, a Bergamo.
Erano pochi, gli artefici, ma tutt’altro che sprovveduti e sconosciuti.
Trent’anni separavano i due redattori: Luigi Filippo De Magistris, classe 1872, ormai noto geografo, direttore della sezione cartografica dell’Istituto Italiano d’Arti Grafiche di Arcangelo Ghisleri, e Pietro Maria Bardi, nato nel 1900 e alla sua verde età già irrequieto giornalista e scrittore. Entrambi animati da grande spirito creativo, capaci divulgatori e soprattutto devoti alla causa della Rivista. Tanto quanto Alfonso Vajana, chiamato al compito di direttore mentre era redattore capo de Il Giornale di Bergamo, e reso celebre dalla recente esperienza di corrispondente dei fatti di Dalmine del 1919 per conto de Il Popolo d’Italia. [...]