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Rivista 110_Pietro Paolo e Antonio Maria Pirovano

Nell’autunno 1932, pubblicando su La Rivista di Bergamo un articolo dedicato agli scultori Pirovano, il giovane avvocato Mario Franco Rota (1904-1959) li classificava come Due obliati artisti bergamaschi del ’700.
Anche l’architetto Elia Fornoni (1847-1925) nel manoscritto dedicato a Scultori e Architetti riteneva difficile distinguere le opere dell’uno e dell’altro, adducendo a scusante il fatto che avessero lavorato a lungo insieme. A sua giustificazione riferisce che anche il Tassi (1710-1782) fa la medesima confusione, pur essendo stato quasi contemporaneo di uno dei due scultori. Eppure Luigi Angelini ebbe a scrivere, sempre su La Rivista di Bergamo nel dicembre 1956, che «i più apprezzati scultori del tempo [ndr: Settecento] erano allora Giovanni Sanz e Antonio Maria Pirovano pressoché coetanei».
Gli errori sulle loro note biografiche sono diversi: il loro cognome, il grado di parentela, le date di nascita e di morte di entrambi da cui deriva anche il problema di attribuzione delle opere dell’uno e dell’altro. Su una cosa sembra ci sia concordanza: l’origine brianzola. Ma sul contesto da cui provenissero e quale percorso formativo abbiano seguito resta molta ombra che proviamo a illuminare alla luce degli archivi consultati. [...]